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Ti sei mai chiesto cosa significhi davvero “contabilità ordinaria” e perché alcune aziende sono obbligate ad adottarla mentre altre possono scegliere un regime più semplice?
La contabilità ordinaria è il sistema contabile più completo e strutturato previsto dalla normativa fiscale italiana. Esso prevede la registrazione dettagliata di tutte le operazioni aziendali secondo il principio della partita doppia, con l’obbligo di redigere il bilancio annuale e altre scritture contabili fondamentali.
Si tratta di un regime contabile obbligatorio per le società di capitali (come Srl e Spa), ma può riguardare anche le imprese individuali e le società di persone che superano determinati limiti di ricavi. Nello specifico, una ditta individuale passa in contabilità ordinaria quando supera i 500.000 euro di ricavi per attività di servizi o i 800.000 euro per altre attività.
A fronte di una maggiore complessità, la contabilità ordinaria consente però un controllo molto più preciso sulla gestione economica e finanziaria dell’azienda.
La contabilità semplificata rappresenta un regime contabile pensato per semplificare gli obblighi amministrativi delle piccole imprese e dei professionisti.
Rispetto alla contabilità ordinaria, è molto meno articolata e prevede una gestione più snella delle scritture contabili: infatti, le aziende che adottano questo regime possono registrare le operazioni in base al principio per cassa, ovvero tenendo conto solo dei movimenti effettivi di entrata e uscita, senza considerare le competenze economiche.
È accessibile alle imprese individuali e alle società di persone che non superano i limiti di ricavi annui precedentemente menzionati. Tuttavia, nonostante la minore complessità, questo regime ha anche delle limitazioni: ad esempio, non consente di redigere il bilancio secondo i criteri delle società di capitali e offre un minor grado di dettaglio nella gestione finanziaria.
Per chi non ha particolari esigenze di analisi interna e cerca una gestione contabile più snella, la contabilità semplificata può essere una scelta strategica. Tuttavia, nel momento in cui l’attività cresce, il passaggio alla contabilità ordinaria diventa inevitabile.
In Italia esistono diversi regimi contabili, e la scelta dipende principalmente dalla forma giuridica dell’attività, dal volume dei ricavi e dalla struttura organizzativa. I principali regimi sono:
“Chi può tenere la contabilità ordinaria?”
Tutte le imprese che la scelgono volontariamente per motivi organizzativi o gestionali, oppure quelle che vi rientrano per obbligo di legge.
È una scelta indicata per chi vuole avere un controllo più preciso sull’andamento aziendale o deve rispondere a obblighi fiscali e normativi più stringenti.
Valutare il regime più adatto per la propria attività è fondamentale per evitare errori e ottimizzare la gestione fiscale. Un buon software di contabilità, ad esempio, può aiutare a tenere sotto controllo tutti gli adempimenti richiesti, anche nel regime ordinario.
Nel regime di contabilità ordinaria, le scritture contabili da tenere sono numerose e dettagliate. Questo perché ogni operazione deve essere registrata in modo preciso, secondo il principio della partita doppia, garantendo così una rappresentazione fedele e ordinata dell’andamento economico e finanziario dell’impresa.
Ecco le principali scritture obbligatorie:
L’utilizzo di un buon programma contabilità è fondamentale per gestire correttamente tutte queste scritture e per ridurre il rischio di errori o dimenticanze.
Oggi esistono diverse soluzioni digitali avanzate che permettono di automatizzare molte attività, rendendo il lavoro più efficiente e conforme alla normativa.
Anche se più complessa, la contabilità ordinaria offre numerosi vantaggi, soprattutto per le imprese strutturate o in crescita.
Uno di questi è la possibilità di avere una visione chiara e dettagliata della situazione economico-finanziaria dell’azienda, utile sia per fini gestionali che strategici.
Ecco alcuni dei benefici principali:
Naturalmente, questi benefici hanno un costo: la tenuta della contabilità ordinaria comporta spese maggiori, legate sia all’assistenza di un commercialista sia all’adozione di strumenti adeguati.
Ma veniamo alla domanda tanto attesa: “quanto costa la contabilità ordinaria?”
In media, per una piccola impresa, si parte da circa 1.000 euro all’anno, ma il costo può aumentare in base al volume di operazioni e alla complessità della gestione.
Se vuoi imparare a gestire correttamente la contabilità ordinaria o approfondire la differenza tra i vari regimi fiscali, seguire un percorso formativo specifico è la scelta giusta.
Il nostro Corso di Contabilità è pensato proprio per chi desidera acquisire competenze pratiche e aggiornate, partendo dalle basi fino ad arrivare a concetti più avanzati.
Durante il corso imparerai a compilare correttamente le scritture contabili, a comprendere il funzionamento del regime contabile ordinario e semplificato, e a redigere documenti fondamentali come il bilancio.
Che tu voglia inserirti nel mondo del lavoro o aggiornare le tue competenze professionali, questo percorso ti fornirà le conoscenze necessarie per affrontare con sicurezza tutte le attività contabili, utilizzando un programma contabilità completo e strumenti realmente impiegati nel settore.
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